Federico e il corso TPST
- Novembre 24, 2021
- Pubblicato da: Gestore Roma
- Categoria: Blog Parola agli studenti
di Federico Mariani
Federico e il corso TPST
Come ti sei avvicinato alla scuola UET?
Ho avuto modo di conoscere la UET, facendo ricerche su Internet. Tre anni fa, siccome ero insoddisfatto di ciò che stavo facendo, ho deciso che avrei voluto lavorare nel turismo. Non avendo però un background nel settore, cercavo un’alternativa pratica ad una quinquennale universitaria. Alla fine, dopo aver fatto colloqui in diverse scuole, ho superato il test di ammissione per il corso “Tecnico Polivalente Superiore del Turismo” e ho cominciato il mio percorso alla UET.
Come ti sei trovato a lezione, come sono andati i corsi?
Per quanto riguarda le lezioni mi sono trovato bene, in quanto il taglio pratico fa sì che non ci sia molta dispersione sui contenuti dei programmi. Oltretutto il fatto che la teoria sia alternata con gli stage permette di mettere in pratica ciò che si apprende.
Due parole sul rapporto con i docenti e la loro preparazione.
I docenti che tengono i corsi sono per la maggior parte professionisti del settore. Questo è un bene, in quanto il turismo è in continua evoluzione soprattutto a partire dalla metà degli anni 90 ed avere a che fare con persone che vivono questi cambiamenti tutti i giorni è solo che positivo. Inoltre, ho sempre trovato disponibilità da parte loro a chiarire i dubbi e le curiosità degli studenti.

Foto scattata a marzo 2019, prima della pandemia.
Due parole sul rapporto con i colleghi in aula.
Con i miei colleghi di corso mi sono trovato bene fin da subito; oltretutto il fatto che avevamo età diverse e che venivamo da percorsi scolastici e professionali differenti ha creato un ambiente stimolante. In classe eravamo in 16, quindi è inevitabile che abbia stretto amicizia e di conseguenza tenuto i contatti soprattutto con alcuni colleghi, una volta terminato il percorso.
Le lezioni sono state in linea con le aspettative iniziali?
Ho trovato le lezioni in linea con le mie aspettative poiché non si tratta delle classiche lezioni frontali dove il professore spiega per un’ora e gli studenti annuiscono. Personalmente ho cercato di evitare a tutti i costi una realtà del genere e il fatto che alla UET sia richiesta una partecipazione attiva da parte degli alunni durante le lezioni ha comportato che non mi sia mai annoiato e che il tempo sia letteralmente volato.
Quanto appreso in aula è stato utile per lo stage? Com’è andato lo stage (in che reparto e struttura si è svolto)?
Le lezioni in aula hanno il merito di introdurre e di dare le basi riguardo al mondo alberghiero o del tour operator, ma come sempre la teoria è un conto, la pratica invece è un’altra storia. I miei stage si sono svolti tutti a Roma e hanno coinvolto diversi reparti: ufficio prenotazioni di un tour operator incoming, reparto booking di un boutique hotel a 5 stelle, ricevimento in un hotel a 3 stelle e ufficio direzionale di una catena alberghiera. La possibilità di aver avuto la possibilità di visionare più reparti è stata per me molto positiva, in quanto mi ha permesso di capire in quale settore avrei voluto lavorare, una volta terminato il corso.
Cosa ti ha lasciato l’esperienza della scuola e dello stage dal punto di vista personale e professionale.
La scuola mi ha lasciato sicuramente l’idea di un ambiente molto familiare tra studenti, docenti e il resto del personale scolastico. Per essere chiari, la UET non è la classica Università dove devi districarti tra compagni che non conosci o docenti che non conoscono il tuo percorso; anzi il fatto di essere seguito costantemente fa sì che la ricerca degli stage sia mirata alle proprie esigenze e desideri.
I tirocini mi hanno lasciato tanto in quanto ho potuto apprendere cose che difficilmente avrei potuto imparare sui libri e soprattutto mi hanno messo di fronte alle situazioni quotidiane del mondo del turismo, negative o positive che siano; facendomi crescere e sviluppare un’attitudine al problem solving. Quello che secondo me è importante è mostrarsi sempre umili e con tanta voglia di apprendere nei confronti dei propri tutor e della struttura presso cui si sta svolgendo il tirocinio.
Consiglieresti la UET come percorso formativo a terzi?
Consiglio la UET nella misura in cui un giovane, dopo il diploma di maturità, voglia aprirsi al mondo del turismo senza doversi iscrivere all’Università. Il punto di forza della scuola è sicuramente l’inserimento attraverso stage in strutture alberghiere o tour operator più o meno strutturati. I tirocini, se fatti bene e affrontati con la giusta tempra, oltre ad essere un’occasione per imparare, possono trasformarsi in un contratto di lavoro. Nel mio caso il quarto stage presso una giovane catena alberghiera mi ha permesso di essere assunto come addetto booking.
Complimenti a Federico per la sua assunzione!
Lo staff UET
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